BEATO LUIGI RABATÀ


Tre luoghi della Sicilia furono in particolare testimoni nel tempo delle gesta singolari di un uomo di Dio, il Beato Luigi Rabatà, sacerdote professo dell'Ordine del Carmelo: Erice (TP), cittadina che gli diede i natali nel 1443, Trapani, dove compì gli studi, vestì l'abito religioso carmelitano e fu ordinato sacerdote presso il Santuario dell'Annunziata del cui Convento si può ritenere a buon titolo "figlio" perché fu il Cenobio che lo accolse nell'Ordine, e Randazzo (CT) in cui visse gran parte della sua esistenza terrena presso la Chiesa in quel tempo intitolata a "San Michele Arcangelo" (edificata nel 1380), svolgendo tra l'altro l'incarico di Priore della comunità religiosa, dando testimonianza della sua fede nel Dio di Gesù Cristo attraverso la consacrazione religiosa e il ministero pastorale che, segnato da un continuo susseguirsi di miracoli, lo vide consumarsi nell'amore a Dio e ai fratelli.
Nell'annesso Convento Carmelitano omonimo (fondato posteriormente nel 1456), avvenne il suo beato transito sabato 8 maggio 1490 in seguito ad una ferita mortale, incancrenitasi sulla fronte, provocata circa un anno prima da una freccia scagliata volutamente contro di lui, per aver condannato i cattivi costumi di un signorotto locale, tal Antonio Cataluccio, mentre tornava dalla questua sulla via che conduceva al paese di Bronte (CT). Luigi perdonò il suo aggressore senza voler rivelare il suo nome.
Fu sepolto sotto l’altare maggiore della chiesa di Randazzo e il suo sepolcro divenne meta di ammalati, specialmente di ossessi, che beneficiarono della sua intercessione.
I processi canonici furono celebrati nel 1533 e nel 1573. Il 10 Dicembre 1841 Papa Gregorio XVI ne approvò ufficialmente il culto. L’anno successivo furono approvati ufficio e orazione.
Il 13 agosto 1913 le reliquie furono traslate, in forma solenne, nella Basilica di Santa Maria e posti in un’urna, sotto l’Altare dell'Assunzione.
Nel suo paese natale dal 1617 è venerata la reliquia dell’osso di una gamba, a Trapani dal 1640 alcune reliquie come la mandibola e l'omero.
Il beato Luigi è rappresentato con la palma del martirio e la freccia che lo colpì alla testa. Non fece mai il nome del suo assassino, né il motivo dell’aggressione. È venerato come confessore e non come martire.
Il 7 agosto 2010 segna un avvenimento importante riguardante la figura carismatica del Beato Luigi e la sua patria di origine: la riapertura della Chiesa edificata nel 1666 sulla sua casa natale nei pressi della Chiesa Madre di Erice.
Nel mese di Agosto del 2012, è stato celebrato un tributo al Rabatà riguardante in modo particolare la cittadinanza di Randazzo: il 1° centenario della solenne traslazione della maggior parte delle sacre reliquie del Beato avvenuta il 13 agosto 1912 in Randazzo dalla Chiesa del Convento del Carmine alla Chiesa Collegiata di "Santa Maria Assunta", nella Diocesi di Acireale. Qui le venerate reliquie si trovano ancora oggi composte in un'urna marmorea e ben visibili attraverso una rete metallica applicata nella parte anteriore del reliquiario - opera dello scultore Giovanni Battista Malerba -, sotto l'altare dedicato al Signore in onore della Beata Vergine Maria Assunta in cielo, titolare della Chiesa Matrice - Arcipretura Parrocchia.
Alcune preziose sue reliquie sono oggetto di venerazione presso il nostro Santuario.

 

PREGHIERA

O Dio, che hai ornato il beato Luigi di amore verso i poveri e di pazienza nel sopportare le offese, concedi a noi di vivere, a sua imitazione, nella meditazione delle gioie eterne, nella carità verso il prossimo e verso i nemici. Per Cristo nostro Signore. Amen.